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Diario
6 febbraio 2012
ESIBIZIONE A LUCI ROSSE ALL'OLIMPICO - di Gino Delvecchio
Uno spettacolo
indecente (che avrebbe richiesto l'intervento della Buoncostume), da
vietare ai minori che si avvicinano al calcio, ci ha riportato
indietro di una decina d’anni, quando le sortite della Beneamata
all’Olimpico finivano spesso a pernacchie per i nostri. Un tiro in
porta (innocuo) all’85’ è il sontuoso bottino di una squadra
che, fino a due settimane fa, sembrava lanciata come un ottovolante
verso i piani nobili della classifica.
Dopo il
traumatico sbandamento col Palermo, una difesa che a metà gennaio
veniva celebrata come inossidabile, nel giro di una decina di
minuti era già in balìa di avversari che sbucavano da tutte le
parti tra le maglie larghissime di un centrocampo-colabrodo, dove
nessuno era in grado né di conquistare palla né di fare due
passaggi di seguito. E all’attacco due poveri cristi del tutto
isolati, condannati a un pressing formale senza alcuna chance di
vedere un pallone giocabile. Tentare un giudizio sui singoli sarebbe
oltremodo offensivo per l’intelligenza di chi li ha visti
all’opera. Il tutto contro una squadra che, come Lecce e Palermo,
si presentava all'appuntamento piena di problemi e con parecchi gol
sul groppone.
Sembra il
quadro di uno sciopero bianco ma è la cruda realtà di una partita
segnata fin dall’inizio con un atteggiamento di passività totale,
senza neanche un minimo guizzo di puro orgoglio. Nonostante il
lodevole impegno del sor Claudio (che non è un genio ma sta facendo
il possibile), affiorano sempre più vistose le magagne di una
campagna acquisti (estiva e invernale) demenziale, fotografata
spietatamente dall’avvicendamento Motta-Palombo in regia, oltre che
dalla grottesca rinuncia a Eto’o.
E la brusca
frenata delle 4 squadre di testa non può che accrescere il rammarico
delle opportunità perdute nelle ultime tre sciagurate partite. Ma
forse il peggio deve ancora venire...
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